Il Consiglio dell’Unione europea, approvando una proposta della Commissione del 2008 e sostenuto dal Parlamento europeo, ha ratificato il Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi. La ratifica ha un importante significato politico per le Alpi, poiché la Convenzione diventa una priorità della politica di trasporti dell’UE. Questo non soltanto nell’ambito del persistente sostegno finanziario ai corridoi ferroviari trans-europei, ma anche in relazione alle misure che contribuiscono alla riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti e all’ottimizzazione della mobilità attraverso e all’interno delle Alpi.

Il segretario generale della Convenzione delle Alpi Marco Onida, che si è personalmente investito nel processo di ratifica per molti anni, esprime “grande soddisfazione per questa decisione, che segue di qualche mese la ratifica italiana”. Onida rileva come “il ruolo chiave delle Alpi è esplicitamente riconosciuto nella politica dei trasporti europea” e sottolinea “l’importante sostegno da parte di Pat Cox, coordinatore dell’asse ferroviario Berlino-Palermo della Rete di trasporto Trans-europea TEN-T, che ha contribuito in modo decisivo nel cammino che ha portato alla ratifica”. Il Protocollo è un passo verso un migliore coordinamento e gestione dei trasporti transalpini a livello internazionale; incoraggia il trasferimento modale, in particolare attraverso la promozione di mezzi di trasporto alternativi alla strada, soprattutto per il traffico merci. Fornisce una struttura per le misure di accompagnamento e contribuisce a ridurre la frammentazione della politica dei trasporti paneuropea.
La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale sottoscritto dai Paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Monaco, Slovenia e Svizzera) e dall’Unione Europea nel 2000 con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile e tutelare gli interessi della popolazione residente, tenendo conto delle complesse questioni ambientali, sociali, economiche e culturali. La Convenzione delle Alpi è il primo strumento di diritto internazionale vincolante per la protezione di una catena montuosa.

 

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